Vuoi (non) sposarmi?

Stamattina mi sono svegliata e mi è scoppiato un pensiero come una bolla di sapone nella testa: che gli amanti siano meglio dei fidanzati?

Innanzitutto mettiamo a confronto le parole. “Amanti”= coloro che amano ; “fidanzati” = coloro uniti da una relazione sentimentale ufficiale, a scopo matrimonio. Già solo come definizione, la prima è più frizzante.

Nel corso della mia avventurosa ma giovine vita (domenica compio gli anni, a proposito) mi sono capitate entrambe le tipologie e per tanto, troppo tempo mi sono accanita nel preferire la seconda desiderando un fidanzato, quando non lo avevo, e tenendomelo, quando lo avevo. Oppure, peggio che mai, cercando di convertire un amante in fidanzato. Questo perché mi veniva detto che l’Amore Vero coincide con la relazione ufficiale monogama, che la massima aspirazione (nonché fortuna) è convivere, sposarsi e fare una famiglia e che le avventure sessuali dopo i 16 anni sono squallide e vuote. Specialmente per la donna, creatura intrinsecamente “portata” per la coppia, dotata di sentimenti più profondi rispetto a quelli dell’uomo, bollato come un farfallone impenitente interessato solamente a scopare, pronto però a capitolare se la donna poc’anzi citata ha abbastanza acume da sedurlo e convincerlo a creare la sempre poc’anzi citata famiglia.

Così mi aggiravo per il mondo prendendo delle cotte micidiali per bellimbusti assolutamente inadeguati, oppure passando anni fidanzata con psicopatici ancora più inadatti. Questo finché, a furia di mazzate e di qualche successo, non ho capito la mia vera natura: io sono miss Fisher. Per chi non avesse voglia o tempo di cliccare sul link, miss Phryne Fisher è la protagonista dell’omonima serie tv, una lady detective degli anni ’20 molto emancipata, con bellissimi vestiti, chiaramente innamorata del co-protagonista, un ispettore di polizia sentimentalmente inibito ma brillante, con cui flirta in ogni puntata ma, non essendo lui né pronto né disponibile a fidanzarsi con lei, nel frattempo si concede un discreto portfolio di amanti con grazia e leggerezza. Quello che mi piace di questo personaggio è che non si tratta di una semplice libertina: in realtà la nostra è una donna perfettamente equilibrata, relativamente domestica, che si circonda di poche persone fidate e ogni tanto esce la sera per divertirsi. Prova dei sentimenti per un uomo in particolare ma non forza la mano, né è così ansiosa di perdere la sua libertà, per cui invece che stare a casa a guardare il soffitto in attesa che lui si decida si tiene impegnata vivendo avventure e godendosi momenti di piacere.

Io non risolvo misteri e omicidi, al massimo mi prendo cura del gatto, però mi riconosco moltissimo in questo stile dato che anche io sono innamorata di una persona che però al momento non è disponibile e forse mai lo sarà. Ho delle speranze (I believe in unicorns), il sentimento è ricambiato, se me lo chiedesse starei solo con lui anima e corpo però so che un po’ per carattere, un po’ per la situazione che sta vivendo, quest’uomo non è lì lì pronto ad impalmarmi con un anello luccicante, per cui nel frattempo se capita qualcuno di gradevole perché no?

A proposito di anelli, c’è anche da dire che non ho proprio un gran rapporto con i matrimoni dato che mi vanto di averne fuggiti ben quattro (con Depardieu saliamo a 5) in questo post qui. Il punto non è che abbia qualcosa contro le unioni monogame e formali, anzi sarebbe una splendida occasione per fare festa e comprarmi un bel vestitino, è che sono una irriducibile romantica e per me conta prima innamorarsi e poi tutto il resto. Dovessi avere la fortuna di stare con una persona che amo (lui o un eventuale futuro) forse compirei il grande passo, altrimenti preferisco continuare a divertirmi senza troppi pensieri, invece di accanirmi spasimando per un uomo improbabile o accontentarmi.

Ho iniziato a pensarla così vista la mia esperienza: gli uomini che ho avuto come amanti sono stati a volte assurdi, altre piacevoli, ma i fidanzati sono stati tutti, nessuno escluso, pesantissimi. Forse sono una persona insofferente, però noto che ogni volta che un uomo mi chiude in una relazione monogama ecco che attacca a giudicarmi, a pretendere qualcosa, a sfogare i suoi malumori, dando a mio parere poco in cambio, ovvero soltanto la sicurezza che tali attenzioni mi siano regolarmente elargite. Non ho avuto solo momenti brutti quando sono stata fidanzata, ma in proporzione sono stata meglio nelle relazioni leggere. Mi sono ad esempio ricordata che le ultime due persone che hanno provato la strada del fidanzamento hanno cacciato la testa nel mio frigorifero commentandone lo scarso contenuto e sostenendo che io non sappia cucinare o che, addirittura, mangi male. A parte che io cucino benissimo e faccio la spesa una volta a settimana comprando un sacco di verdure (ecco spiegato perché il venerdì il frigo è quasi vuoto), ma poi amo mangiare bene perché se proprio devo ingrassare almeno che sia per un motivo valido. Gli amanti mai si son sognati di fare una cosa del genere: bevono, a volte fumano un cannone o mangiano un dolcetto e commentano quanto io sia in forma. Poi con i fidanzati si creano sempre quelle dinamiche noiosissime di presentazioni incrociate agli amici o, ancora peggio, parenti in cui c’è un sacco di pressione e spesso piovono critiche e imbarazzi. Con gli amanti ognuno si fa i fatti suoi e l’assenza aggiunge un pizzico di mistero. I fidanzati, per la maggior parte, hanno offerto sesso scadente (ok con il Brutto e la storia della carota la media scende facilmente) mentre gli amanti, dovendo occuparsi principalmente di quello, sono più frizzanti. Certo, c’è il discorso che sugli amanti si può contare di meno però onestamente se proprio ho un problema mi rivolgo agli amici e via.

Inoltre, non per cavalcare l’onda della società liquida che va tanto di moda, ma osservo come i rapporti con gli amanti, essendo più fluidi, siano meno a rischio di brutte rotture e in genere si riesca a instaurare una specie di amicizia di base che resiste anche qualora non si trombi più. A volte poi si crea una rete di conoscenze assai utile per affrontare le sfide che la vita ci propone: ad esempio io annovero nel mio portfolio un avvocato penalista, un piedipiatti, un pregiudicato (ho provato a organizzare una cena con questi tre ma non hanno colto l’humour), un consulente finanziario, un cuoco, un attore, un musico e altre figure altrettanto interessanti. Gli unici problemi si creano quando un uomo si dichiara disponibile soltanto ad una frequentazione leggera, magari perché ha altre situazioni in corso o paturnie sue, però in realtà intende che lui può fare come gli pare mentre io dovrei tapparmi in casa sotto una campana di vetro in attesa delle sue chiamate: ecco, questo, cari amici amanti, non va bene. Patti chiari, amicizia lunga: io mi lego in esclusiva a qualcuno solo in caso di forti sentimenti reciproci, il che può benissimo accadere nella naturale evoluzione di un rapporto ma va deciso in due e fino ad allora si hanno gli stessi diritti. Poi è ovvio che, anche nel caso di un’avventura occasionale, io non sarò mai così volgare da raccontare delle altre esperienze o da trattare freddamente un amante perché, che ci si creda o no, nel momento in cui sto con una persona mi dedico a quella soltanto. E’ una questione di generosità, come insegna il simpatico Carlo V, grande esperto di vini tra l’altro. Insomma, l’importante è che nessuno si faccia male, si crei false aspettative o si senta poco valorizzato perché alla base ci sono piacere e rispetto.

La morale della favola è: amanti o unicorno. O tutti e due 😉

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