Tasto dolente

Venerdì sera tranquillo, finalmente rivedo Putney e l’adorabile Cagonetta. Niente può turbare la pace femminea delle chiacchiere con un’amica mentre ci si spupazza sua figlia. Niente, eccetto lui: A.M.

Il nostro culetto preferito, come al solito, se l’era tirata abbestia vantandosi di essere in fichissime faccende affaccendato per poi sbucare senza aver una mazza da fare (o da farsi, se vogliamo essere letterali – e raffinati). Finge di voler assolutamente incontrare Putney ora che è tornata ma io, conoscendolo, so che mente e che il suo vero scopo è di trascinarmi in un locale gaio per fargli da spalla dove poi, raggiunto il giusto livello etilico, mi abbandonerà per fare il gallinaccio con qualche fustacchione.

Dipinto così suona come un vecchio porco laido e manipolatore. Ops. Ovviamente è una bellissima persona piena di spiccate qualità, ma non sarebbe divertente menzionarle sul blog per cui eccovi, invece, il dialogo fra una figa in astinenza da mesi e mesi (io) e un vecchio porco laido e manipolatore (lui):

-Una volta sbolognata Putney con eleganza –

“Che ne dici di un drink, io e te?”

“Non ho voglia di andare a ballare in un posto gaio oggi, scusa”

“Ma figurati! Nemmeno io! Sono stanchissimo, come ti viene in mente?”

“Perché è quello che mi costringi a fare ogni volta che, come stasera, sono distrutta, vestita formale con dei tacchi scomodissimi e piove. E poi indosso Colin e giammai lo porterò in un localaccio umido, pieno di corpi mezzi nudi e sudaticci, di sigarette e dove le toilettes non hanno il gancio alla porta”

Colin??? E chi è?”

“Il cappotto di Burberry– lisciando in adorazione il morbido cachemire – “Quando lo indosso è come se un uomo elegante, gentile, bello e inglese mi abbracciasse e dunque ho deciso di chiamarlo Colin Firth

“…”

“Insomma, per farla breve: se vuoi sbevazzare per una mezz’ora, ci sto. Ma di farti da spalla stasera non me la sento, scusa”

“Ma certo. Andiamo a Soho, allora?”

“Che, guarda caso, è un quartiere gaio…”

“Ma davvero?”

“…”

“E va bene, lo ammetto: voglio andare in un locale gaio!”

“Non si era capito”

“Ti preeeeeegoooooooo! Mettiti nei miei panni: non faccio sesso da almeno un mese!!!!”

Sguardo della morte –

“Ops”

 

Sarò anche in astinenza, con un ex che mi ha rubato dei soldi e un’ultima fiamma che pensavo fosse ammore e invece era un calesse. Ma sono ancora giovine, bella, ammirata da pischelli ben dotati (in preparazione un altro post su questo affascinante argomento) e soprattutto indosso Colin Firth. Non riesco ad essere un’acidella e dunque ce lo accompagno, nel locale gaio.

Per fortuna mi compensa con un gigantesco mojito e mi congeda dopo 5 minuti, quando aggancia un fustacchione che gli ho persino trovato io.

Mentre torno a casa mi rendo conto che sono di buon umore. E che sono Audrey Hepburn 😉

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Una risposta a Tasto dolente

  1. Pingback: Non cappottatevi su Colin, please | Tacchi alti e sampietrini

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